Riccardo Mengoni bandiera a tutti gli effetti

La prossima sarà la settima stagione con la maglia della Vibonese. Riccardo Mengoni, portiere toscano di Vicchio del Mugello, è ormai un vibonese acquisito ed è anche il calciatore bandiera e non solo per via del regolamento.
Fra i giocatori in organico è colui il quale vanta il maggior numero di stagioni con la Vibonese, per un totale di 87 presenze. In più al suo attivo ci sono anche due promozioni, conquistate sul campo, giocando e vincendo da titolare gli spareggi per salire in D e quello per ritornare in C.
Sabato 21 luglio si parte per Lorica, sede del ritiro, e da sabato «si riparte – dice Riccardo Mengoni – con il solito entusiasmo e con gli stimoli giusti per far bene. Vogliamo continuare a regalarci qualche bella soddisfazione. Vogliamo farlo per noi, ma anche per la società, che va puntualmente incontro a mille sacrifici, e per tutta quella gente che si è avvicinata nel corso di questa stagione, fermo restando che il mio ringraziamento va pure a coloro che ci sono stati sempre vicino, nei momenti positivi ed in quelli negativi».
La Serie C «è un campionato ancora più difficile e complicato. L’esperienza passata insegna che bisogna arrivarci nelle giuste condizioni e questo lo sa anche la dirigenza, che sta lavorando bene per allestire un organico competitivo. Torneo di elevata difficoltà, ma anche stimolante, nel quale affronteremo diverse squadre di grande tradizione e blasone».
La stagione 2018/19 è alle porte, ma un passo indietro è doveroso farlo, con Riccardo Mengoni, per ritornare un attimo su quella straordinaria cavalcata verso la Serie C. «Si è ricreato un grande entusiasmo attorno alla squadra. Strada facendo vi è stato un crescendo di affetto e di seguito. Porterò con me tante belle immagini, ma è chiaro che i momenti vissuti al Granillo, nello spareggio, rimangono i più intensi e i più importanti».
Per Mengoni «la Vibonese è ormai una seconda famiglia. Qui mi trovo veramente bene. La società nulla ci fa mancare. Ci sono le condizioni perfette affinché un calciatore pensi solamente a giocare ed a far bene. Anche per questo, da parte della squadra, gli stimoli saranno sempre maggiori, per ripagare la dirigenza delle attenzioni puntualmente rivolte verso i propri tesserati».