L’angolo di Teo: Il cuore pieno di battiti e gli occhi pieni di te

Lo scontro al vertice tra le prime della classe ha sorriso meritatamente alla squadra rossoblù Vibonese che, dopo un primo tempo in chiaroscuro, con la compagine del Troina in vantaggio per 1-0,  ha sfoderato nella seconda parte della gara una prestazione rabbiosa, caparbia e veemente riuscendo a ribaltare il risultato con la doppietta realizzata dal bomber Diego Allegretti, supportato in prima linea da Da Dalt in versione “fenomeno”, dall’ “eurostar Londra-Parigi Ciotti che ha sradicato palloni su palloni agli attaccanti  avversari, quasi a voler loro azzannare, proponendosi  anche in svariate  sgroppate offensive lungo la corsia di destra, da un sempre attento e puntuale Malberti e da un centrocampo che ha visto ancora una volta spadroneggiare l’onnipresente Buda al fianco del capitano Obodo.

Una prestazione di quantità e qualità quella messa in pratica nel secondo tempo da tutta la formazione rossoblù, che, verosimilmente ripresa e svegliata negli spogliatoi da mister Orlandi, perché punta nell’orgoglio, è scesa in campo con un atteggiamento molto più incisivo e determinato tirando fuori una voglia di vincere così lampante e prorompente che ha ben presto annichilito la squadra ennese.

Una prova maiuscola, esaltante, convincente, straordinaria, quella offerta dal team rossoblù nella seconda frazione di gara che ha fin da subito mandato in bambola l’undici ennese che non riusciva più a reagire ed a contenere le giocate del funambolico Da Dalt, entrato ad inizio ripresa al posto di Franchino con conseguente arretramento di Ciotti sulla linea difensiva, e salito subito in cattedra trascinando prepotentemente la squadra alla vittoria finale. Una vittoria che ha rappresentato l’ennesima perla in questo campionato così spumeggiante, frutto di un lavoro fin qui svolto dallo staff tecnico con grande meticolosità a cui va dato il merito di aver azzeccato in corso d’opera tutte le mosse per contrastare la mole di gioco messa in atto dalla squadra ennese durante la prima parte di gara, allorché i nostri eroi si sono dimostrati fin troppo contratti e prevedibili nelle giocate. E nonostante ciò, la squadra ha  anche avuto due occasioni nitide per gonfiare la rete, entrambe non concretizzatesi per un nonnulla.

Si è notata, comunque, una elevata capacità organizzativa e soprattutto un lavoro di squadra, grazie anche all’apporto dei giocatori entrati nel corso della partita, con i vertici alti dell’attacco che puntualmente andavano a pressare i portatori di palla e con continui ripiegamenti fin sulla linea mediana  allo scopo di creare maggiore densità a centrocampo e nello stesso tempo ripartire con scambi ravvicinati.

Ma il furore agonistico, l’intensità e soprattutto il senso di attaccamento e di appartenenza alla maglia dei nostri fantastici calciatori prendeva il sopravvento nella seconda frazione di gara, accompagnati come sempre da cori incessanti lanciati dai ragazzi della Curva Est insieme ai tifosi presenti in tribuna, dimostrando che la squadra ennese era ormai impotente e pertanto incapace di poter opporre un’adeguata resistenza. Negli occhi e nei volti dei calciatori traspariva una convinzione di voler raggiungere la vittoria a tutti i costi al fine di ridurre al minimo scarto di un solo punto le distanze tra le due squadre.  Una squadra “camaleontica” che ha dimostrato di possedere una grande condizione fisico-atletica, addirittura straripante in alcune fasi di gioco tanto da sciorinare anche nei minuti finale di gara raddoppi di marcatura e pressing costante e continuo, non concedendo alla squadra avversaria di poter dettare i tempi ed i ritmi per come, invece, le era riuscito nei primi 45 minuti.

L’esempio di un gruppo compatto, coeso, collaborativo, carico, tenace,  dedito al sacrificio, che ha saputo cogliere il momento propizio per sferrare il colpo del ko alla squadra avversaria è stata la vera forza motrice della squadra rossoblù che, trascinata da un pubblico meraviglioso, numeroso, caloroso e spettacolare, con la presenza anche di  vecchie glorie del calcio vibonese quali l’indimenticabile  “Melino Cosentino” , il grande  capitano di mille battaglie, sui cui spalti della curva si ergeva anche un vessillo raffigurante la sua persona, Egidio Belfatto, Mauro Beccaria e tanti altri, non ha mai smesso di incitare i propri beniamini anche nel momento in cui erano sotto di un goal, è stato il must che  ha condotto la squadra alla vittoria finale. Ed a fine partita è stata l’apoteosi, una grande festa in campo, sugli spalti e nello spazio antistante lo stadio, segno che vi è consapevolezza da parte di tutti che la squadra ha grandi doti umane e tecniche, e che d’ora in poi deve proseguire su tale scia perché nella testa bisogna avere sempre un pensiero fisso: scendere in campo per vincere sempre. Ed in questo senso la testa influisce sempre sulle prestazioni. Prova ne è che dopo i primi 45 minuti, il mister con lo staff tecnico ha saputo dare le giuste indicazioni e l’opportuna dose di tranquillità.

Il merito di questa importante vittoria è da ascriversi sicuramente alla dirigenza tutta, allo staff tecnico, ai calciatori, agli operatori della società, ai tifosi sempre encomiabili ed attenti, alla città di Vibo sportiva.

D’ora in poi è importantissimo non abbassare la guardia perché ci attendono dieci finali. E’ importante vivere di certezza, di realtà, non illudersi, perché nessuna squadra è disposta a fare la vittima sacrificale di turno.

In attesa di Gelbison – Vibonese.

Ed allora più forti ed uniti e “feroci” che mai, PERCHÉ LA VIBONESE È SEMPRE UNO SQUADRONE!

Avanti tutta Vibonese! Forza Leoni!